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Pagine di Medioevo guardiese. San Nicola Greco e la circolazione monetaria nei secoli XIV e
XV
A cura di Antonio Altorio e Lucio Taraborrelli

Contributi di Antonio Altorio, Lucio Taraborrelli, Aldo Carnevale, Cristian D’Ovidio, Generoso
Scarano, Achille Giuliani, Renato Villoresi, Alberto D’Andrea, Realino Santone

 

Nel mese di giugno del 1998, per iniziativa di cinque appassionati di archeologia, si costituiva
l’Archeoclub di Guardiagrele, sede locale di un’associazione di volontariato a carattere nazionale,
l’Archeoclub d’Italia, che operava nell’ambito dei beni culturali fin dal 1971. Pochi mesi dopo la
costituzione ufficiale prendeva avvio la campagna di lavori nella necropoli italica di Còmino,
condotta dall’allora Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo in stretta cooperazione con il
Comune, uno scavo che ha visto la presenza e la partecipazione dei volontari Archeoclub per tutta
la durata dell’intervento (dal 1998 al 2005); le settantasette sepolture recuperate nel corso di otto
anni di scavo consentivano l’allestimento di un primo nucleo del ricostituito Museo Civico
Archeologico di Guardiagrele, la cui gestione veniva affidata all’Archeoclub già dalla prima
esposizione di materiali (agosto 1999). Nel corso degli anni seguenti, il Comune di Guardiagrele ha
eseguito ulteriori lavori edili e di arredo delle sale adiacenti a quella già allestita, che hanno portato
alla realizzazione di un percorso museale oggi costituito da cinque sale, tutte dedicate ai corredi
funerari di Comino.
Nel frattempo la sede Archeoclub, aumentato l’organico dei propri volontari, svolgeva attività di
ricognizione sul territorio, segnalando siti inediti sotto il profilo storico-archeologico; in uno di
questi, la Grotta Rutina, sulla Maiella, veniva effettuato uno scavo negli anni 2002-2003 da parte
dell’Università di Pisa, che portò alla scoperta di un giacimento del Paleolitico medio in grotta, con
notevole strumentario legato all’attività dell’Uomo di Neanderthal e abbondante presenza di resti di
fauna dell’era glaciale. Parte dei manufatti rinvenuti, insieme a strumenti litici raccolti e segnalati
alla Soprintendenza in altre aree del Comune di Guardiagrele, hanno dato modo di allestire, sempre
all’interno del Museo Archeologico (nel frattempo intitolato a don Filippo Ferrari, scopritore della
necropoli di Comino), un’ulteriore sala dedicata alla preistoria.
A seguito dell’emanazione della Legge 7 dicembre 2000, n. 383 sull’associazionismo e il
volontariato, l’Archeoclub ha acquisito nel 2010 una maggiore autonomia dalla Sede Nazionale di
Archeoclub d’Italia, trasformandosi in Associazione di Promozione Sociale, con iscrizione nel
Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
La collaborazione con la Soprintendenza abruzzese non è mai venuta meno e l’Archeoclub, nel
2017-2018, ha partecipato all’allestimento del nuovo Antiquarium medievale di Guardiagrele, dove
sono stati esposti notevoli elementi di scultura medievale cittadina fino ad allora custoditi in locali
non aperti al pubblico; anche la gestione di tale nuova struttura museale è stata affidata dal Comune
di Guardiagrele all’Associazione, quale riconoscimento dell’impegno profuso in vent’anni al
servizio del patrimonio storico e archeologico della città.
L’interesse dell’Archeoclub per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale locale si è però
rivolto anche ad altri ambiti, tra cui quello numismatico, con il tentativo di recuperare, a beneficio
della collettività, il maggior numero possibile di monete coniate nella zecca di Guardiagrele, tra il
1391 e il II quarto del XV secolo circa, sotto Ladislao e Giovanna II d’Angiò-Durazzo, sovrani di
Napoli; l’acquisizione di tali monete ha comportato un non trascurabile impegno economico da
parte dell’Associazione, legittimata nel possesso grazie anche al certificato di autenticità e lecita
provenienza previsto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e rilasciato dalle case d’asta, al
fine di esporle nell’Antiquarium Medievale, in una apposita teca che verrà a breve realizzata (col

contributo del Comune di Guardiagrele, che non ha fatto mancare il proprio supporto). Le monete
acquisite nell’arco di vent’anni sono 62, di cui 58 bolognini di Ladislao, 3 bolognini e 1 denaro di
Giovanna II, una raccolta che, ad oggi, costituisce la collezione pubblica, anche a livello
internazionale, più completa di questa zecca minore del Regno di Napoli.
È pertanto motivo di grande soddisfazione per l’Archeoclub l’aver contribuito al recupero di tale
patrimonio culturale cittadino, rendendolo fruibile per l’intera cittadinanza, nonché per gli esperti e
i cultori della materia. E con altrettanta soddisfazione la raccolta viene resa disponibile per la
schedatura e la pubblicazione nel presente volume, in attesa della imminente esposizione.

 

25 €

160 pagine a colori, formato foglio A4

San Nicola Greco e la circolazione monetaria nei secoli XIV e XV

€25.00Price

    Edizioni D'Andrea s.n.c. 
    di Alberto D'Andrea & Christian Andreani 

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