Quintino Quagliati e l’archeologia del Salento Arcangelo Alessio
Tra i personaggi che hanno animato la ricerca archeologica in Puglia, Quintino Quagliati occupa senza dubbio un posto di assoluto rilievo e un ampio riconoscimento gli fu peraltro tributato dai suoi stessi contemporanei, a testimonianza del credito che il soprintendente di Taranto (e di Bari) godeva nell’entourage scientifico a lui contemporaneo, che gli riconosceva le ampie conoscenze storico archeologiche possedute – che spaziavano dalla preistoria al medioevo – e l’assoluta dedizione all’esercizio della tutela. La documentazione d’archivio conservata presso la già Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia permette di ricostruire, talvolta anche in maniera dettagliata, l’attività svolta da Quagliati nel Salento, ancora oggi in gran parte inedita. Se il recupero del tesoretto di Salve costituisce a riguardo una tappa importante, non mancano tuttavia altri episodi significativi, dato che ebbe l’occasione di intervenire per la scoperta di tombe, epigrafi e tesoretti monetali, in tanti siti che oggi sono al centro della ricerca scientifica della Soprintendenza e delle Università, avviando quindi in modo concreto la ricerca archeologica nel Salento messapico.
30 €
96 pagine a colori, formato foglio A4

