I falsari della Mano Nera - Il primo Capo dei Capi, i dollari falsi e la nascita della mafia
americana
Giuseppe Magnante Fralleone
New York, primi del Novecento. Sotto i primi grattacieli che scalavano il cielo, nelle viscere della metropoli ribolliva tanta miseria. Nei quartieri più poveri, il profumo del pane appena sfornato si mescolava all'odore acre dei rifiuti. Proprio lì, in tuguri sovraffollati, migliaia di emigranti italiani lavoravano come bestie per pochi spiccioli, cullando il sogno di tornare a casa con le tasche piene di dollari.
Ma dove c'erano disperazione e speranza, i predatori fiutarono subito il sangue.
Dal buio di quei vicoli nacque un mostro invisibile: la Mano Nera. Il suo biglietto da visita era il terrore, impresso su lettere anonime marchiate da teschi, bare, croci e coltelli.
Il suo dogma non ammetteva repliche: “paga o muori”.
Al vertice dell’organizzazione sedeva un uomo spietato il cui nome, solo a pronunciarlo, faceva gelare il sangue: Giuseppe Morello, un boss mafioso fuggito da Corleone.
Lo chiamavano “Piddu l’Artiglio”, per via della mano destra deformata, a forma di uncino; era un marchio del destino, ma anche un segno del potere: afferrava vite umane e denaro e non lasciava più la presa. Divenne il primo Capo dei Capi di New York e trasformò il crimine di strada nella prima vera industria del terrore americana, affiancato da boss altrettanto efferati come Ignazio Lupo e “Don Vito” Cascio Ferro.
Giuseppe Morello comprese prima degli altri che il vero potere non si comprava solo con il piombo, ma con il denaro falso: un veleno silenzioso iniettato dritto nelle vene dell’economia americana. Ma per imprimere quel veleno sulla carta serviva la mano di un maestro della tipografia.
Fu così che il clan segregò Antonio Comito Viola, un tipografo calabrese onesto, ridotto a schiavo di un torchio in una fattoria dispersa tra i boschi.
Ma l'omertà imposta con il terrore ebbe un prezzo, e fu proprio la confessione di quel falsario a far tremare quell’impero fatto di carta e piombo.
Sulle tracce del clan si mossero allora due cacciatori implacabili: il leggendario Tenente del NYPD Joe Petrosino, e il Direttore del Secret Service, William Flynn.
Ne derivò una caccia all'uomo senza quartiere, una guerra invisibile tra lo Stato e la prima cupola mafiosa, combattuta fino all'ultimo respiro a colpi di inchiostro, carta e piombo.
Questo non è un romanzo inventato, ma una storia vera, disseppellita attraverso i fatti, i documenti dell'epoca, le banconote false e i nomi di chi la visse sulla propria pelle. È la cronaca di oltre quindici anni di terrore, contraffazioni e vite spezzate, una vicenda oscura che racconta come la prima mafia nata a New York prese forma e come lo Stato americano combatté per strapparle il cuore.
€ 60
256 pagine a colori, formato foglio A4

